giovedì 12 febbraio 2009

LE RAGIONI DEL NO




«Noi in lotta contro la Broni-Pavia-Mortara»

Sono passati anni dalla presentazione pubblica di un progetto per creare un collegamento autostradale tra Broni, Mortara e Pavia. Un’idea discussa, capace di accendere le speranze di chi quotidianamente resta invischiato nella viabilità di quelle zone, ma anche capace di attirare le severe critiche di una parte importante dell’opinione pubblica. Alfiere di questa posizione è il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara, attivo sia sul fronte della sensibilizzazione sia su quello della messa in rete delle molte realtà che intendono manifestare il proprio dissenso al progetto. Ne abbiamo parlato con un rappresentante del Coordinamento .

Quando nasce il vostro gruppo? «Il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara è nato due anni fa per contrastare un progetto che viene giudicato inutile, costoso e dannoso».
Perché? «Secondo il Coordinamento, la Broni-Pavia-Mortara è inutile perché non risolverà, anzi aggraverà, i problemi viabilistici, oggi particolarmente pressanti sull’asse Sud-Nord dell’ex statale dei Giovi (mentre l’autostrada servirà l’asse Est-ovest). È costosa, poiché, a fronte di una spesa stimata di 1078 milioni di euro, non è chiaro quanto sarà effettivamente a carico degli enti pubblici. Inoltre ha tariffe molto care che pagheranno i cittadini. È dannosa perché aumenterà in maniera sensibile l’inquinamento, consumerà suolo e avrà un grave impatto sul paesaggio».
Cosa vi proponete di fare per contrastare il progetto? «L’attività dei Comitati è dunque finalizzata a diffondere le informazioni che le amministrazioni pubbliche non hanno divulgato, sensibilizzare i cittadini della provincia sui problemi che l’approvazione della Broni-Pavia-Mortara comporta. A questo scopo, sono stati organizzati numerosi incontri pubblici sull’autostrada contestando le carenze e le criticità del progetto. Sono state approfondite anche tematiche ambientali più generali, legate alla possibilità di uno sviluppo sostenibile, e si è cercato di costruire una rete con altri Comitati di difesa del territorio operanti in provincia».
Da quali realtà è costituito il vostro gruppo? «Aderiscono al Coordinamento Associazioni come Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Lipu, Associazione La Rondine, Slow Food, Amici di Beppe Grillo. E poi realtà locali come il Comitato Agricoltori per la tutela del territorio, Comitato Difesa-Valorizzazione Territorio della Lomellina-Dorno, i Comitati di Alagna, Barbianello, Bressana, Gropello, Lungavilla, Pavia, Pinarolo, Santa Giuletta, Sommo, San Martino, Zinasco».
Chi sono i vostri volontari? «È una realtà eterogenea: si va dal mondo dell’ambientalismo storico a chi è toccato in prima persona dal problema, a quella parte sempre più numerosa di popolazione in cui cresce una nuova sensibilità ambientale, che non accetta più il modello “cava-discarica-cemento” come unica visione dello sviluppo. ».


LE RAGIONI DEL NO ALL’AUTOSTRADA BRONI-PAVIA-MORTARA
La posizione del Coordinamento dei comitati e delle associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara

Il progetto dell’autostrada Broni-Pavia-Mortara è uscito dalla fase preliminare, ma molti cittadini della provincia di Pavia ne sono ancora all’oscuro. In questo documento vogliamo offrire il nostro contributo per fare un po’ di chiarezza.

Gli argomenti utilizzati a sostegno della Broni-Pavia-Mortara sono essenzialmente legati a viabilità e sviluppo.

Viabilità. Nessuno mette in dubbio la necessità di intervenire sull’asse nord-sud per decongestionare la viabilità della ex-Strada Statale 35 da Pavia-sud a Bressana Bottarone. E’ evidente però che occorre congiungere la tangenziale di Pavia a un nuovo ponte e creare così un’alternativa al passaggio attraverso Tre Re, il vecchio ponte e la rotonda di Bressana, dove confluiscono le due principali diretrici dell’Oltrepò centro-occidentale (Casteggio e Voghera).

La Broni-Pavia-Mortara è invece un’autostrada che si muove sull’asse est-ovest. Per questo motivo a San Martino si pone l’esigenza di saltare la ex-SS35 e la ferrovia attraverso un viadotto di 20 m. di altezza e 800 di lunghezza che passa sopra le teste degli abitanti. Non essendo l’autostrada una reale alternativa al collegamento nord-sud, si crea allora la tangenziale di Cava Manara, che incrocia la Broni-Paese-Mortara e la tangenziale di Pavia in un mega-svincolo grande poco meno del paese. Oltre a stringere l’intero territorio comunale tra due autostrade e il megasvincolo – e a passare molto vicino agli abitati di Sommo e Cava – la tangenziale non risolve il problema in ragione del quale viene creata, poiché si immette ancora sulla ex-SS35, con tutto il vecchio ponte da percorrere e code assicurate.

Come vede chiunque guardi il progetto in modo disinteressato, l’unico vero problema non è risolto. Il progetto della nuova autostrada – ed è questo ciò che si sarebbe dovuto spiegare ai cittadini – non ha infatti come obiettivo il miglioramento della viabilità della provincia, bensì, se verrà realizzato il collegamento con la Autostrada A26 Genova Voltri-Gravellona Toce, di dirottare parte (c’è chi entusiasticamente arriva a dire il 70%) del traffico da e per Milano, quello che passa sulla A4 Torino-Trieste diretto alla A1 Milano-Napoli oppure quello che dalla A7 Milano-Genova si congiunge alla A21 Torino-Piacenza. La provincia di Pavia diverrebbe così la valvola di sfogo del traffico, soprattutto commerciale, che transita nella Lombardia occidentale, con il pesante inquinamento che ne consegue.

A ciò si deve aggiungere che per tentare di motivare quest’operazione si fa sempre riferimento al fatto che la Broni-Pavia-Mortara costituirebbe un tratto importante del corridoio 5 (Barcellona-Kiev). L’argomento è però debole e specioso: debole, perché su percorsi di centinaia o migliaia di chilometri attraverso l’Europa il massimo che si può risparmiare percorrendo la nuova autostrada ed evitando un tratto di A26 e di A21 sono 25 km., cioè un quarto d’ora; specioso, perché il corridoio 5 è un collegamento esclusivamente ferroviario e non autostradale, benché si continui a leggere che l’opera è fondamentale per il corridoio europeo.

Sviluppo. Un ulteriore e decisivo contributo al volume di traffico della Broni-Pavia-Mortara sarà dato dalle strutture logistiche che stanno alla vera base del progetto. Si tratta del polo intermodale di Mortara e dei poli logistici di Bressana e Santa Giuletta, propagandati come tappe inevitabili di uno sviluppo altrimenti impossibile. Si dice: dato che si devono fare i poli logistici, allora serve un’autostrada che li colleghi tra loro e alla rete autostradale esistente. La Broni-Pavia-Mortara sarà perciò percorsa, oltre che dal traffico deviato dal nord della regione, dagli autotreni che partiranno dai vari poli verso la loro meta. Le strutture logistiche, dice il buon senso, si dovrebbero però costruire accanto alle vie esistenti. Qui invece prima si progetta la struttura in luoghi non situati su vie di comunicazione importanti o in luoghi incastrati in zone densamente abitate e costruite, per lamentare poi la necessità di una via di collegamento adeguata a sopportare gli impressionanti volumi di traffico previsti (45.000 veicoli al giorno, di cui 30% camion). La sola certezza per un’autostrada con questi livelli di traffico è che produrrà un inquinamento tale da compromettere la nostra salute e il nostro ambiente.

La teoria dei sostenitori della Broni-Pavia-Mortara si snoda poi attraverso un ultimo punto. La Broni-Pavia-Mortara risolverà i problemi di sviluppo creando nuovi posti di lavoro poiché lungo l’autostrada s’insedieranno nuovi poli industriali, commerciali, logistici. Benché mai chiaramente delineato e anzi sempre fumoso e vago, lo sviluppo che viene immaginato per la Lomellina e il basso Oltrepò sembra quindi costituito da gangli di autostrade a grande scorrimento, agglomerati industriali, centri commerciali, poli logistici. Qualcosa che assomiglia molto da vicino alla periferia milanese. Di fatto il progetto di questa autostrada, che mira ad essere anche un’alternativa all’A4 e alla tangenziale ovest di Milano, getta le basi per l’assimilazione ambientale, produttiva e sociale della nostra provincia all’hinterland milanese.

Si tratta di un’idea molto vecchia di sviluppo, che punta tutto sul trasporto su gomma e che compromette irrimediabilmente la qualità della vita di persone che hanno deciso di restare o venire ad abitare nella nostra provincia proprio perché non desiderano o fuggono la situazione ambientale e sociale che viene loro ora preparata – senza che si abbia il coraggio di dirlo – da questa autostrada.

Chiediamo ai cittadini della provincia di Pavia se è questo il futuro che vogliono.
Non siamo “quelli che dicono sempre no”: esprimiamo un no ragionato a un progetto che abbiamo studiato a fondo, evidenziando i problemi che non risolve e i molti e gravi che crea. Crediamo che sia irresponsabile sacrificare sull’altare della Broni-Pavia-Mortara ciò che la nostra terra è divenuta col lavoro del tempo e delle persone e ciò che potrebbe essere grazie alla sua inestimabile immagine. Crediamo che sia casomai necessario riconoscere e valorizzare le ricchezze e potenzialità di una terra assolutamente unica nel panorama europeo in vista di uno sviluppo veramente moderno, sostenibile, che abbia cioè un futuro.

Certo, è più difficile; ma è su questo che i cittadini vogliono discutere, decidere e fare la propria parte e su cui invece non sono stati nemmeno informati. Se non si capisce questo disagio e non si cerca di ascoltare e magari scoprire competenze inespresse, mediando e coinvolgendo; se si chiude ogni discussione con parole d’ordine quali “occasione storica irrinunciabile”, “l’unica possibilità di sviluppo”; allora non si fa che aumentare la già profonda sfiducia di molti cittadini verso la classe politica ed economica che li governa.


Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara


http://www.bronimortara.blogspot.com/ e-mail: bronimortara@yahoo.it

informazioni : cel.348-3634095 - 0382/1855670 - fax 0382/1850271

Aderiscono al Coordinamento :

Associazioni - gruppi

Italia Nostra WWF Legambiente LIPU Ass.“La Rondine” Slow Food Amici di Beppe Grillo

T.A.B.U. (Tutela dell'Ambiente Biologico Universale)

Comitati :

Comitato Agricoltori per la tutela del territorio, Comitato di Cava Manara , Comitato di Alagna , Comitato di Barbianello , Comitato di Bressana Bottarone , Comitato Difesa-Valorizzazione Territorio della Lomellina , Comitato di Gropello Cairoli , Comitato di Lungavilla , Comitato di Pavia , Comitato di Pinarolo Po Comitato di S.Giuletta , Comitato di Sommo , Comitato di S.Martino , Comitato di Zinasco

PRESIDIO : OPERAZIONE RIUSCITA









mercoledì 11 febbraio 2009

MALARIA AUTOSTRADALE

MALARIA AUTOSTRADALE E INFRASTRUTTURE INUTILI

Giornata regionale dedicata alle vertenze contro le nuove infrastrutture viarie della Lombardia e le logistiche inutili

Per l'occasione i Circoli Legambiente della Provincia di Pavia insieme ai Comitati locali
organizzano presidi :

giovedì mattina 12 febbraio alle ore 8,00 a:

ROTONDA DI BRESSANA BOTTARONE ASSIEME AI COMITATI, CONTRO L'AUTOSTRADA INUTILE REDAVALLE-PAVIA CASTELLO D'AGOGNA

ROTONDA DI TORREVECCHIAPIA ASSIEME AL COMITATO NO LOGs CONTRO LE DANNOSE LOGISTICHE DELLA ZONA (MARZANO E LANDRIANO)

Tutti sono invitati a fare il possibile per essere presenti a questi appuntamenti portando striscioni di circolo, lenzuola di MalAria, striscioni dei comitati.

COMUNICATO :

LEGAMBIENTE
COMITATI CONTRO L'AUTOSTRADA BRONI-MORTARA
COMITATO NO LOG-S

SVILUPPO SOSTENIBILE
PER IL NOSTRO TERRITORIO



LIBERTA' di MUOVERSI, ma anche di RESPIRARE ARIA PULITA con una MOBILITA' MIGLIORE per i PENDOLARI e per TUTTI

GIOVEDì 12-2-2009 in Provincia di Pavia presidi alle rotonde di
RESSANA BOTTARONE e TORREVECCHIA PIA

Giovedì in tutta la Lombardia ci saranno mobilitazioni contro le opere inutili e dannose che sono uno spreco di soldi e di suolo e non migliuorano la vita dei cittadini nella nostra Regione.
La Provincia di Pavia, un territorio ancora bello e vivibile, è in pericolo. Le aree agricole sono viste come spazio vuoto da riempire con speculazioni, impianti inquinanti, una crescita continua di capannoni (diversi vuoti) e cemento, con un'autostrada a completare l'opera. Noi ci battiamo contro questa idea di sviluppo che in poco tempo ci ridurrà a triste periferia dell'area milanese.
Le strade della Provincia di Pavia sono sempre più inadeguate e meno sicure perché carenti di interventi e manutenzione (frane, buche, allagamenti, mancanza di segnaletica sia orizzontale che verticale) e a fronte di tutto ciò cosa ci propongono? Un'autostrada Broni-Mortara che oltre a distruggere il delicato ecosistema della Lomellina e a portarci traffico di passaggio da altre regioni e quindi inquinamento, avrà un pedaggio pari al triplo delle attuali tariffe, così ancora una volta chi può pagare andrà veloce, i pendolari rimarranno in coda e tutti avremo più inquinamento…..
Gli ambientalisti chiedono anche che si intensifichi il trasporto delle merci su ferrovia invece che su strada. Per questo, considerato che la nostra Provincia vede la presenza di grandi nodi ferroviari, Pavia, Voghera, Mortara che collegano anche più Regioni, riteniamo positivi i poli logistici intermodali (scambio merci dalla strada alla ferrovia). Ma in provincia di Pavia di intermodalità se ne vede poca, in compenso nascono logistiche in mezzo ai campi, che SONO SOLO OPERAZIONI SPECULATIVE, creano poca occupazione e molto traffico.

Chiediamo la riqualificazione delle strade esistenti, il potenziamento del trasporto pubblico, in particolare della ferrovia, ed una pianificazione provinciale per avere più trasporto merci su ferro e meno su strada

NO ALLO SPRECO DI SOLDI E SUOLO PER AUTOSTRADE INUTILI


Legambiente circoli di Pavia, Voghera, Terre d'Acqua e il Colibrì con Comitati contro l'autostrada Broni-Mortara
Legambiente circoli di Siziano e Landriano con Comitato NO LOG-S

giovedì 5 febbraio 2009

LOGISTICA DI BRESSANA BOTTARONE


LOGISTICA

Sul sito di Bressana è stata pubblicata la convocazione della conferenza dei servizi per la Logistica : si terrà in data 16 febbraio

Dalla Provincia Pavese di MERCOLEDÌ, 07 GENNAIO 2009

I nervi tesi sull’area logistica
Castelletto, il sindaco contro il distinguo-assunzioni
CASTELLETTO. «Assumono nei paesi che lo sostengono». Secca presa di posizione del Comune di Castelletto di Branduzzo riguardo all’arrivo di un polo logistico a Bressana Bottarone, a seguito del tavolo di concertazione tenutosi alcuni giorni fa presso gli uffici provinciali ed a cui hanno preso parte le amministrazioni dei paesi vicini, oltre ai rappresentanti della società Vip che ha avanzato la proposta. In particolare il sindaco Stefano Del Bo, che ha espresso la propria contrarietà al progetto, fa riferimento ad una lettera che la società promotrice di quest’iniziativa ha indirizzato al Comune di Bressana. «Nella lettera si conferma la volontà di favorire le assunzioni, a parità di condizioni, dei cittadini residenti nei Comuni che valuteranno positivamente la realizzazione dell’opera - spiega il primo cittadino di Castelletto di Branduzzo, Stefano Del Bo - In questo modo si formalizza un deciso e preoccupante cambio di rotta della società, in quanto preannuncia l’elargizione di sostegni occupazionali a favore dei Comuni consenzienti e promette discriminazioni non contro i sindaci contrari, bensì a svantaggio dei loro concittadini». Come ricorda lo stesso Del Bo, che era presente alla riunione, il documento in questione veniva letto pochi minuti prima che i sindaci potessero esprimere le proprie valutazioni, «quindi la frase cui mi riferisco veniva ad assumere un avvertimento chiaro ed inequivocabile: se i sindaci si opporranno saranno i diretti responsabili delle discriminazioni della società verso i loro concittadini quando questi chiederanno un lavoro. Mi domando se è normale che un sindaco, nel pieno svolgimento delle proprie funzioni di gestore del territorio, possa diventare vittima di una tale situazione; non vi era ragione alcuna di far ricadere la responsabilità di mancate assunzioni sugli amministratori comunali, se non per imporci il tentativo di barattare la nostra accondiscendenza. Ponendoci in pratica un ultimatum che ha come contropartita i posti di lavoro dei nostri concittadini». «Sempre che tutto ciò non abbia implicazioni di natura giuridica, oltre che morale, ritengo che quanto accaduto non possa passare sotto il silenzio. Solo il sindaco di Bressana Bottone Eddy Latella, al quale rinnovo la mia stima e gratitudine, ha espresso parole di auspicio affinché la società valuti le domande di lavoro secondo criteri più ragionevoli ed equi. Il rifiuto di un piano di sviluppo sbagliato per il territorio, di un progetto con tante contraddizioni che si vogliono occultare, deve diventare adesso anche rifiuto di un metodo di confronto».Simone Delù
LA SCHEDA
Capannoni e nuova viabilità Cosa prevede il maxi progettoBRESSANA. Il piano logistica presentato dal gruppo Vip, prevede la costruzione di capannoni prefabbricati destinati a magazzino con una superficie di pavimento complessiva di circa 103.786 metri quadrati. Di questi, soltanto 63mila metri quadrati comportano un cambiamento nella destinazione urbanistica dell’area, in quanto 40mila metri quadrati sono già edificabili secondo il vigente piano regolatore come area D2 Produttiva di espansione. La nota dell’azienda oltrepadana prosegue mettendo in luce come il progetto comprenda la costruzione di una rete viabilistica interna con rotatoria sulla strada provinciale 12 e prevede altre importanti opere viabilistiche di grande interesse per il traffico locale. Mentre, dal punto di vista ambientale e paesaggistico è prevista, secondo uno studio particolareggiato, la sistemazione a verde di gran parte delle aree scoperte ed un indice di superficie coperta inferiore rispetto ad altri insediamenti logistici regionali. Insomma secondo l’azienda un piano a misura di territorio dall’impatto contenuto.


Dalla Provincia Pavese di SABATO, 24 GENNAIO 2009


BRESSANA
"Logistica, ecco i falsi ambientalisti"
La recente intervista al sindaco di Castelletto, Stefano Del Bo, apparsa sulla Provincia Pavese ha riportato in primo piano la vicenda del progetto di logistica di Bressana Bottarone. Al Comune di Bressana sono già state consegnate oltre 3.000 firme contrarie. Tra le quali vi erano quelle della maggioranza degli elettori di Bressana. Malgrado questa chiara presa di posizione, una serie di Comuni (Bressana, Bastida, Casatisma, Rea e Verrua Po) hanno ritenuto - a differenza di altri (Castelletto, Cava, Pinarolo Po) - di esprimere parere favorevole al progetto in occasione della seduta di concertazione tenutasi presso la sede della Provincia il 21 dicembre. Questi Comuni hanno altresì deciso di avallare la decisione di non applicare la valutazione ambientale strategica, pur di fronte a un’opera che è oggettivamente destinata ad avere un impatto rilevante su viabilità e assetto territoriale. I mesi persi dal Comune di Bressana e dalla società proponente per applicare la procedura di esclusione della Valutazione Ambientale Strategica sarebbero stati sufficienti per fare l’esatto contrario, ovvero aprire a tutti la possibilità di partecipare all’analisi ambientale di questo programma di nuova destinazione urbanistica di una parte di territorio. Chi ha deciso di escludere la Vas dunque non l’ha fatto, come si vorrebbe fare credere, per accelerare i tempi dell’approvazione. L’obiettivo è invece quello di evitare un passaggio che avrebbe messo a nudo tutte le contraddizioni e le incompatibilità di questo progetto. A dimostrazione del fatto che a parole i sostenitori del progetto dicono di tutelare l’ambiente, ma nei fatti si muovono in direzione opposta.

Coordinamento Comitati e Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara via e-mail

mercoledì 17 dicembre 2008

La corte dei conti fa le pulci a Infrastrutture Lombarde: poca trasparenza e costi non documentati



Che l'azione di Infrastrutture Lombarde SpA costerà cara al territorio lombardo lo sosteniamo dal giorno in cui è nato questo blog. Che la premiata ditta avesse un approccio "non convenzionale" e "creativo" ai procedimenti, pure Basta pensare al capolavoro della "valutazione ambientale sintetica".
Oggi scopriamo, grazie al rapporto della Corte dei Conti, che nemmeno l'amministrazione regionale sa bene quello che fa Infrastrutture Lombarde e che è necessario un "costante monitoraggio della spesa relativa all'azione di IL SpA".

Formigoni, interpellato, si difende in sanscrito: "a fronte dei positivi risultati operativi e realizzativi ottenuti e ben riscontrati dalle valutazioni della Corte, si sta gia' operando per impostare una rendicontazione de costi sostenuti che si basi sulla verifica delle spese effettivamente sostenute a fronte di una budgetizzazione preliminare validata".


(ANSA) - MILANO, 15 DIC - ''Non pare del tutto adeguata l'attuale impostazione delle convenzioni tra Regione Lombardia e il soggetto operativo Infrastrutture Lombarde Spa per la realizzazione delle opere relative alla mobilita'''. Lo afferma la Corte dei Conti della Lombardia nella sua relazione annuale sul settore delle infrastrutture. Un miglioramento del sistema del passaggio delle informazioni tra Regione Lombardia e la societa' interamente partecipata ''potrebbe costituire un utile momento di verifica - prosegue la relazione della Corte dei Conti - sia dell'adempimento degli obblighi dedotti in convenzione sia del permanere dell' accordo dell'affidamento a societa' 'in house' come modalita' di realizzazione prescelta''. Secondo i magistrati, ''si rende inoltre necessario un costante monitoraggio della spesa relativa all'azione di Infrastrutture Lombarde Spa per le funzioni di concedente (lo stesso rilievo puo' valere in relazione al ruolo di stazione appaltante, di progettazione e di direzione lavori) per conto della Regione Lombardia in rapporto alle risorse umane, strumentali e finanziarie impiegate dalla societa' operativa''. La Corte dei Conti regionale cita ''in proposito la diversa articolazione delle prestazioni dedotte nella convenzione relativa alle costruzioni di due diverse autostrade (la Broni-Stradella-Pavia-Mortara e la Cremona-Mantova) che, pur tendendo conto delle peculiari caratteristiche delle due infrastrutture, desta alcune perplessita'''. ''Per quanto riguarda la valutazione dell'operato della societa' 'in house' Infrastrutture Lombarde Spa - ha affermato nel suo intervento di fronte alla Corte dei Conti regionale il presidente lombardo Roberto Formigoni - a fronte dei positivi risultati operativi e realizzativi ottenuti e ben riscontrati dalle valutazioni della Corte, si sta gia' operando per impostare una rendicontazione de costi sostenuti che si basi sulla verifica delle spese effettivamente sostenute a fronte di una budgetizzazione preliminare validata''. Sempre nel campo delle infrastrutture, il presidente della Lombardia aggiunge che ''e' condivisa l'importanza di un costante dialogo collaborativo tra i diversi livelli di governo del territorio. La sottoscrizione dell'Intesa istituzionale di programma e dell'Intesa generale quadro tra la Lombardia e lo Stato va esattamente in questa direzione, ma tale collaborazione potra' essere efficace solo se tali accordi verranno rispettati in modo piu' puntuale di quanto fino a oggi e' accaduto, soprattutto per la mancanza di risorse finanziarie statali o allungamenti di tempi procedurali dei vari organismi ministeriali'', conclude Formigoni. (ANSA)

Foto: Panorama.it

giovedì 10 luglio 2008

Il presidente Poma, la VAS, la VIA, i sindaci e quelli che fingono di non capire.


Dalla Provincia Pavese del 28 Giu 2008

Autostrada, Poma frena i sindaci
«Fingono di non capire, la Vas si farà sul definitivo»

PAVIA. Cinquanta consiglieri comunali gli rimproverano di non aver mantenuto la promessa della Vas (Valutazione ambientale strategica) sul progetto di autostrada Broni-Pavia-Mortara. Vittorio Poma non ci sta a e rimanda le accuse al mittente: «Non c´è peggior sordo di chi non vuol sentire - sottolinea -. Non solo la Provincia ha mantenuto i suoi impegni, ma ha fatto di più. Invece qualcuno preferisce fare guerra di terminologia dei nomi». Poma mercoledì scorso ha incontrato insieme a Infrastrutture Lombarde i Comuni interessati all´autostrada. Il tema autostrada surriscalda gli animi. Pure quello del presidente della Provincia. «Alla Conferenza dei servizi sul progetto preliminare, Provincia e Regione avevano segnalato che la Vas non si applica ai progetti ma solo ai piani e ai programmi: così prevede la direttiva comunitaria 42/2001 - spiega Poma -. Una vas sul preliminare non ha significato perchè il livello di dettaglio è tale da non renderla praticabile. Ha invece senso sul definitivo perchè il dettaglio tecnico consente di verificarne l´impatto sull´ambiente. Quando abbiamo cercato di spiegarlo qualcuno ha fatto finta di non capire». «Anzichè disquisire sulla questione terminologica sarebbe meglio prendere atto che lo studio di Infrastrutture Lombarde ha permesso di fare passi significativi che consentono di anticipare la progettazione definitiva - prosegue Poma -. Tant´è che la segreteria tecnica ha elaborato un documento indicando ciò che dovrà fare il concessionario proprio sul definitivo. Nell´incontro di mercoledì abbiamo raccolto una serie di osservazioni: diversi Comuni hanno detto di andare avanti, mentre altri, come Pavia e Cava Manara, hanno sottolineato aspetti su cui bisognerà tornare nella fase definitiva». Il presidente della Provincia insiste: «Oggi possediamo un documento tecnico-scientifico che ci consente di avere elementi di valutazione ulteriori rispetto anche a poco tempo fa. Lo studio di Infrastrutture Lombarde dice che ci sono alcuni problemi da risolvere: il completamento con la A26, impegno che va formalizzato con la regione Piemonte; alcuni aspetti legati alle compensazioni ambientali, e a tale proposito la segreteria tecnica si offre come interlocutore; la preoccupazione legata al consumo di suolo delle aree attorno al tracciato dell´autostrada. Occorre un piano d´area: chiameremo i Comuni ad un tavolo perchè si impegnino a rispettare alcune regole di gestione del territorio». (d. z.)



NOSTRA RISPOSTA :


Il presidente Poma, la VAS, la VIA, i sindaci e quelli che fingono di non capire.


Il presidente Poma ha rilasciato alla Provincia di oggi un’intervista sulla Broni-Pavia-Mortara in cui per l’ennesima volta sembra si giochi a confondere chi legge – sicuramente i lettori comuni, ma anche molti sindaci che non hanno molta esperienza in procedure ambientali. L’intervista di Poma arriva a conclusione di un periodo di dichiarazioni più o meno ufficiali di sindaci e consiglieri sulla mancata VAS (valutazione ambientale strategica). E’ molto facile confondere le acque su una questione come la VAS. Tuttavia non è difficile – purché lo si voglia - chiarire cosa è successo e cosa doveva succedere.

1) non è vero che la VAS va fatta sul progetto definitivo. Il presidente Poma (si) confonde con la VIA. E’ incredibile che dopo due anni al minimo in cui parliamo di questi problemi si confondano ancora due procedure così diverse. Non è una questione terminologica: la VAS è una valutazione che deve essere fatta all’inizio del processo decisionale di un’opera per deciderne la strategicità, cioè l’utilità, e la VIA (valutazione di impatto ambientale) viene invece realizzata ovviamente sul progetto definitivo per valutare e ammortizzare oppure dichiarare insostenibile l’impatto del progetto finale. E’ inammissibile che non ci sia chiarezza su questo punto.

2) La VAS va fatta talmente all’inizio che l’ordinamento italiano - che l’ha recepita da quello europeo - dice che va fatta su “piani e programmi” che comprendono l’opera in questione. Questa è la contraddizione che il lettore attento avrà trovato nell’intervista a Poma. Prima il presidente dice che la VAS sul progetto non deve essere fatta appunto perchè va fatta su piani e programmi, poi però dice che va fatta sul progetto definitivo. Ciò deriva, come già sottolineato, dal fatto che Poma confonde VAS e VIA. Conclusione: perché si continua a parlare di VAS se non va veramente fatta sul progetto? Perché il progetto è nato in mancanza di un piano che lo comprenda. Quindi non è stata realizzata una VAS sul “contenitore” di questo progetto perché manca la pianificazione! A livello europeo c’è già un precedente analogo: i lavori per un’autostrada in Polonia sono stati bloccati dalla Commissione Europea per mancanza di VAS. La Broni-Pavia-Mortara non fa parte di nessun piano o programma su cui sia stata fatta una VAS.


3) C’è un terzo elemento molto importante. Poma ogni tanto dimentica che c’è stata una conferenza di servizi il 7 febbraio 2007. In quell’occasione, a fine seduta, alcuni amministratori locali tra cui sicuramente rappresentanti di Pavia, Cava Manara e San Martino Siccomario (e altri) hanno chiesto e ottenuto dal presidente Poma l’impegno a realizzare una VAS sul progetto di autostrada. Poma e l’ing. Rognoni (Infrastrutture Lombarde) avevano accolto la proposta, infatti la Provincia Pavese del 8/2/07, a pag. 15 riporta la seguente dichiarazione: “«Nei prossimi nove mesi procederemo con la VAS (Valutazione ambientale strategica), l’esito della quale sarà determinante per la realizzazione della gara», ha assicurato Rognoni”. Alcuni comuni, tra cui Pavia, hanno subordinato il loro assenso a quell’impegno. La procedura di VAS andava aperta immediatamente, era già abbastanza tardi. Invece si è aperto un indegno balletto in cui invece di una vera VAS Infrastrutture Lombarde proponeva una Valutazione Ambientale Sintetica - che non è prevista da nessun diritto perché l’hanno inventata loro - anch’essa poi soppiantata ancor più indegnamente da questo studio, che non ha nulla a che vedere con la VAS.


Caro Presidente, questa non è una faccenda di “termini”, ma di parola data, di rispetto degli impegni verbalizzati un anno e mezzo fa, di rapporto con le comunità locali, di legge comunitaria, di capacità di pianificazione e di rispetto della qualità della vita, di responsabilità sul destino di una provincia, la nostra.
Le ragioni per cui ci battiamo affinché ciò che è stato da voi deciso venga rispettato non dovrebbero avere bisogno di essere chiarite. Dovrebbe essere però anzitutto compito di chi richiede e ottiene un impegno battersi per farlo rispettare, non per opportunità politiche, per gioco delle tifoserie, di cui noi e la stragrande maggioranza dei cittadini, siamo esausti. Se la politica è questa, il tempo della sua fine è più vicino di quanto si pensi. Spiace che non ve ne rendiate conto.

venerdì 4 luglio 2008

LOGISTICA E AUTOSTRADA


mercoledì 25 giugno 2008

Incontro con i sindaci: che sia la volta buona?


Autostrada Broni - Pavia – Mortara : pareri a confronto


Importantissimo incontro in cui per la prima volta i sindaci incontrano i cittadini e le associazioni, dopo avere gestito l'intero iter di approvazione del progetto senza curarsi di informare la popolazione e di coinvolgerla nel processo decisionale.

Organizzato da : Liberta' e Giustizia - Circolo di Pavia

Sabato 28 giugno alle 21.15 - sala teatro del Municipio di Bressana Bottarone


All'incontro sono invitati i Sindaci, la Provincia di Pavia, il Parco Lombardo del Ticino, le Associazioni e i Comitati dei Cittadini.


Vi aspettiamo numerosi e vi invitiamo a promuvere l'iniziativa

IN SEGUITO ALL'APPUNTAMENTO :

Lettera ai giornali:
"Partecipazione e confronto: sulla Broni Mortara predicano bene e razzolano male"

Gentile Direttore,il Circolo Libertà e Giustizia di Pavia ha organizzato, sabato 28 giugno a Bressana Bottarone, un'assemblea pubblica per creare una sede di confronto tra i cittadini e gli amministratori dei Comuni attraversati dalla prevista autostrada Broni-Pavia-Mortara.A noi del Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara sembrava questa un'ottima occasione per poterci confrontare con la politica, della quale si lamenta sempre la distanza dai cittadini, non senza ragione.
Purtroppo si è trattato di un'occasione perduta. Assente la Provincia, assente il Parco del Ticino, assenti gli esponenti politici, assenti gli amministratori locali. Uniche eccezioni il sindaco di Sommo e un assessore di S. Martino Siccomario, non a caso rappresentanti di Comuni contrari all'opera. Come Cava e Pinarolo che hanno inviato una nota scritta. Nulla più, evidentemente chi a parole sostiene che sono necessari "partecipazione" e "confronto" si trova poi in difficoltà a mettere in pratica quegli stessi principi.
Dov'erano i favorevoli? Impegni improrogabili, pare, di ogni ordine e gravità.
Se questa autostrada è una cosa buona sarebbe il caso che qualcuno ne sostenesse le ragioni pubblicamente, il fuggi-fuggi fa pensare che ci sia qualcosa che non va, qualcosa che potrebbe mettere in imbarazzo.
Intanto l'iter dell'opera va avanti e le obiezioni (ambientali, sanitarie, paesaggistiche, economiche) vengono ignorate, anziché essere confutate nel merito. Questo a noi pare un chiaro sintomo di debolezza intellettuale, argomentativa e politica. E conferma lo scarso rispetto che hanno i nostri amministratori per i cittadini, ogni tanto vale la pena ricordare loro che sono nostri rappresentanti e non titolari di una libera professione.


Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara

Giugno 2008, molte le novità

La rassegna stampa di Giugno, particolarmente ricca perchè c'è stata la consegna del documento di Studio Tecnico Ambientale depositato il 6 presso la provincia e inoltrato ai sindaci e per il fatto che sono state aperte le buste (parte economica) della gara per la realizzazione dell'autostrada. Gli spagnoli del consorzio SiS sono in testa.

La polemica principale di questa fase è che IL spa (società della regione Lombardia) ha presentato un generico studio ambientele (in allegato) invece che una VAS come si era impegnata a fare nella conf dei servizi del febbraio 2007.
L'aspetto fondamentael di una VAS che qui tato baipassato del tutto è la "partecipazione" di tutti gli attori, dalle amministrazioni alle associazioni, dai portatori di interessi diffusi ai singoli cittadini.

Il paradosso è che un'opera del genere (la più grande infrastruttura della prvincia di Pavia) non avrebbe mai la valutazione di un soggetto terzo, sia questo studio che la VIA da effettuare sul progetto definitivo sono di fatto redatte dai proponenti...

Mentre alcuni Comuni esprimono dubbi sempre più forti (San Martino Siccomario, Cava Manara) i comitati del no (costruttivo) incassano due significativi appoggi polititici quello dell'Italai dei Valori e quello di Sinistra Democratica (corrente PD).

Nel frattempo vengono consegnate 3600 firme alla Regione Lombardia, si tratta della petizione per l'auto-annullamento dell'iter di progettazione della Broni Pavia Mortara.

Provincia Pavese MARTEDÌ, 24 GIUGNO 2008

Appuntamento sabato

Superstrada se ne riparla a Bressana

BRESSANA. Broni-Mortara: un'autostrada che fa discutere. Sabato prossimo alle 21,15, presso la sala del teatro del municipio di Bressana Bottarone, si terrà un incontro sul progetto della futura superstrada. Ad organizzarlo il circolo Libertà e Giustizia di Pavia che ha invitato i sindaci delle aree interessate oltre all'amministrazione provinciale, il Parco lombardo del Ticino, le associazioni e i comitati di cittadini. Favirevoli e contrari potranno confrontarsi sulla questione stradale.
Si affronteranno le questioni economiche e ambientali.


Provincia Pavese MARTEDÌ, 24 GIUGNO 2008

AUTOSTRADA

Sinistra democratica attacca la Provincia

PAVIA. Sull'autostrada Sinistra democratica lancia un affondo alla giunta Poma schierandosi dalla parte delle associazioni, i cittadini e i Comuni che chiedono «di poter partecipare alla determinazione degli atti». «La partecipazione del pubblico, requisito fondante di una Vas, è stata negata - sottolinea Antonio Bengiovanni, coordinatore provinciale di Sinistra democratica - come dimostra il fatto che la documentazione, prodotta in seguito alla Vas non è stata pubblicata sul sito della Provincia di Pavia. Dunque quella fatta non è la Vas che il Comune di Pavia, insieme alle altre municipalità, aveva richiesto nel febbraio 2007. Sinistra democratica ha chiesto al sindaco che l'amministrazione comunale di Pavia non si presti a questa strategia: fu infatti il Comune di Pavia a promuovere la richiesta di una Vas e pertanto sia lo stesso Comune a intervenire. Abbiamo chiesto anche che lo stesso sindaco intervenga in Regione o Provincia per assicurare che le criticità evidenziate dalla valutazione sintetica siano oggetto di un confronto con la cittadinanza prima di compiere qualsiasi altro passo.

Pagina 32-a - Nazionale


DOMENICA, 22 GIUGNO 2008

Autostrada, 3.600 firme contro

I comitati: «Annullate l'iter della Broni-Pavia-Mortara»

PAVIA. «La richiesta di partecipazione è stata totalmente disattesa». Alzano la voce i comitati e le associazioni ambientaliste contro l'autostrada Broni-Pavia-Mortara, per la quale in questi giorni si sta individuando il concessionario per la stesura del progetto e la conseguente realizzazione. E per essere ancora più credibili hanno depositato in Regione una richiesta di annullamento dell'iter procedurale dell'autostrada, richiesta sottoscritta da 3.600 cittadini.
«Nei giorni scorsi i sindaci hanno ricevuto oltre mille pagine di numeri, tabelle e relazioni varie contenute nel documento elaborato da Infrastrutture Lombarde in merito al progetto della Broni-Pavia-Mortara, ma non avranno alcuna possibilità di dire la loro perchè i giochi sono fatti - spiega il coordinamento contro la Broni-Pavia-Mortara -. Sindaci, cittadini e associazioni portatrici di interessi diffusi non avranno tempo e modo di esaminare e discutere le criticità emerse in seguito al lavoro svolto dal tavolo tecnico istituito in Provincia, dal momento che Infrastrutture Lombarde, Regione e Provincia hanno deciso che tali criticità sono superabili».
«Il giudizio è inappellabile, non sarà messo in discussione - prosegue il coordinamento -. Lo dimostra il fatto che l'iter di aggiudicazione della progettazione è stato avviato con la valutazione delle offerte. Nel febbraio 2007 i sindaci in Conferenza dei servizi, all'atto di approvare a maggioranza il progetto preliminare, subordinarono la loro decisione allo svolgimento di una Valutazione ambientale strategica».
Al coordinamento aderiscono Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Lipu, associazione "La Rondine", Slow food, Amici di Beppe Grillo, oltre ai comitati: Agricoltori per la tutela del territorio, di Cava Manara, Alagna, Barbianello, Bressana Bottarone, Dorno, Gropello Cairoli, Lungavilla, Pavia, pinarolo Po, Santa Giuletta, Sommo, S. Martino e Zinasco. (d. z.)


NB L'articolo che segue è fuorviante, la vittoria spagnola è sulla parte economica della gara, il punteggio complessivo emergerà dopo la valutazione tecnica dei progetti, si presume nel mese di luglio

GIOVEDÌ, 19 GIUGNO 2008


IL PROGETTO BRONI-PAVIA-MORTARA

Nuova autostrada, gli spagnoli vincono sul campo

Il Consorzio Sis arriva primo alla gara Ma i concorrenti possono presentare ricorso

Le altre due società partecipanti sono la Sabrom del gruppo Gavio che si è piazzata al secondo posto e Coopsette di Bologna, giunta terza

PAVIA. L'autostrada agli spagnoli. E' in cima alla classifica provvisoria, stilata per individuare il concessionario della Broni-Pavia-Mortara, il Consorzio Sis, Associazione temporanea di imprese italo-spagnole che ha presentato la propria offerta per realizzare la grande infrastruttura. Con Sis, sono entrati in gara altri due concorrenti: Sabrom (gruppo Gavio), al secondo posto, e Coopsette di Bologna, al terzo. Ora Infrastrutture Lombarde avrà due settimane di tempo per verificare la congruità dell'offerta di Sis con il piano economico-finanziario, e quindi confermarla vincitrice.
La classifica provvisoria è nata dall'apertura delle offerte economiche, confrontate senza metterne in discussione la validità. Il prossimo passaggio lo spiega Antonio Rognoni, direttore di Infrastrutture Lombarde. «Il nostro dovere è quello di verificare la congruità delle offerte relazionandole al piano da realizzare», dice. Un'operazione non semplice visto che l'offerta si compone di parti diverse: ad esempio la tariffa pedaggio veicoli leggeri e pesanti, la durata della concessione, i tempi di costruzione, il canone da corrispondere all'amministrazione in regime di costruzione. Operazione ancora più complessa se si considera che le tre offerte risultano molto competitive. «Quella del Consorzio Sis è migliore solo per 0,6 punti su cento - spiega Rognoni - Se ce lo aspettavamo? Direi che avevamo previsto offerte competitive, questa è una gara vera».
Entro due settimane, quindi, si avrà la conferma sull'aggiudicatario provvisorio; per quello definitivo la legge impone un termine di 60 giorni durante i quali gli altri concorrenti possono presentare ricorso. La partita è importante perchè il concessionario ha il compito di redigere il progetto definitivo, poi quello esecutivo, di procedere agli espropri, quindi alla realizzazione e alla gestione dell'autostrada: un pacchetto che vale circa un miliardo di euro.
Sul fatto che l'ambizioso progetto stia per trovare "famiglia", c'è grande attenzione. E si spendono commenti.
«Non mi interessa chi costruirà l'autostrada, mi interessa che si faccia». Giancarlo Abelli, ex assessore regionale ora deputato, che sulla Broni-Pavia-Mortara ha investito molte delle sue energie, legge questo avvenimento in chiave positiva. «I tempi sono stati rispettati - sottolinea -. Ho sempre creduto che sia una cosa importante. C'è stato un dibattito un po' fuorviante, ma credo che ci sarà il massimo rispetto dell'ambiente, come è avvenuto sino ad ora. I Comuni sono stati consultati, quindi bisogna procedere».
«Mi sembra che sino ad ora la procedura sia stata seguita seriamente - dice Carlo Porcari, consigliere regionale Pd -. Ora c'è bisogno che questo lavoro, condotto da esperti, sulla valutazione strategica sia partecipato: bisogna informare sindaci e rappresentanti di interessi, a ciò dovrebbero pensare Infrastrutture Lombarde e Provincia confrontandosi Comune per Comune. Bisogna recuperare il deficit partecipativo e questo documento, voluto dai comuni, deve essere condiviso. Tutti devono avere la possibilità di valutare».
Infine interviene il presidente della Provincia, Vittorio Poma. Che sottolinea: «Mi fa piacere che l'iter si stia concludendo nei tempi programmati da Infrastrutture Lombarde, e che nell'accordo si sia collocato lo studio tecnico-scientifico consegnato ai sindaci. A tale proposito c'è l'impegno della Provincia perchè prima che si aggiudichi la concessione si tenga un incontro a fine mese con tutti i Comuni anche per raccogliere osservazioni e valutare assieme i risultati dello studio».


NB La posizione dei sindaci di Cava e Pinarolo non è così chiaramente per il no come sembra... se la stanno giocando politicamente. Probabili dinamiche interne al PD provinciale

CAVA MANARA E PINAROLO

Ed è sempre no all'autostrada

Siamo due sindaci che hanno detto no al progetto preliminare dell'Autostrada Broni-Mortara e che hanno proposto un percorso al termine del quale fosse possibile dare un giudizio sulla sostenibilità dell'opera.
Ricordiamo che a tal fine l'ordine del giorno presentato dal Comune di Pavia e votato all'unanimità dai sindaci presenti alla Conferenza di Servizi (e quindi votato anche da chi aveva espresso parere favorevole al Progetto) richiama la necessità che «la predisposizione del progetto definitivo debba essere subordinata:
- all'esito positivo della Valutazione Ambientale Strategica, che stimi la sostenibilità dell'insieme dei progetti alla luce del carico ambientale già presente;
- all'impegno che il progetto includa la realizzazione del collegamento con la A26 e di tutte le opere complementari utili al territorio provinciale;
- al miglioramento di alcune soluzioni progettuali, con particolare riferimento alla riduzione e alla mitigazione degli impatti di alcuni svincoli e di alcuni manufatti, ad una particolare attenzione nei confronti delle aree agricole interessate e delle attività che vi si svolgono, alla piena considerazione di alcuni valori architettonici e ambientali locali;
- all'impegno ad individuare da parte di Regione, Provincia e Comuni nell'ambito dei proprio strumenti di pianificazione territoriale, adeguate misure di contenimento e di ordinato sviluppo di nuovi strumenti urbanistici;
- alla messa a punto di tutte le iniziative necessarie alla definizione di tariffe che agevolino l'utilizzo della tratta autostradale da parte delle utenze locali».
Ed auspica che «le fasi di lavoro successive anche in ragione della delicatezza dei territori attraversati e della sensibilità sociale espressa siano improntate ad un confronto ampio e partecipato che consenta di integrare e correggere il progetto, recependo indicazioni e suggerimenti provenienti da istituzioni, attori e comunità locali».
Alla luce anche di questo ordine del giorno, la Provincia costituiva una segreteria tecnica con due ordini di obiettivi: collaborare alla stesura e valutare la documentazione richiesta ed essere tramite tra Infrastrutture Lombarde Spa ed Enti Locali al fine di recepire nuove osservazioni e indicazioni.
Alla luce del lavoro svolto e consegnato ai Comuni, si esprimono le prime seguenti considerazioni: sembra a noi soprattutto che si sia persa un'occasione importante di confronto con gli Enti locali mentre il lavoro era in corso. Che la mole del materiale prodotto metta i Comuni (soprattutto quelli più piccoli senza adeguate strutture tecniche) in forti difficoltà ad esprimere velocemente un giudizio compiuto.
In ogni caso, da un primo esame seppur ancora superficiale, sembra emergere (e lo si può facilmente verificare dalla sintesi che contiene i quesiti della segreteria tecnica e le risposte di Lombardia Infrastrutture Spa) che il quesito fondamentale (la verifica della sostenibilità attraverso la Vas) non ha trovato risposta. Al posto della Vas si è ritenuto di procedere ad uno studio tecnico in merito alla sostenibilità ambientale-territoriale dell'opera che, pur importante per certi versi, rimanda al progetto definitivo (e quindi a concessionario individuato) una serie di approfondimenti e di scelte che a nostro avviso dovevano e devono precedere l'eventuale affidamento.
In modo specifico, per quanto riguarda i nostri due Comuni, riteniamo che l'assenza di dati certi su molti aspetti dell'impatto ambientale dell'opera da una parte e proposte ancora molto generiche (mitigazioni da decidere e di cui non si conosce il costo, piani d'area, perequazioni, corridoio agro-energetico, agenda d'azioni, eccetera) dall'altra, purtroppo, non fanno fare passi avanti nel rimuovere le perplessità e le contrarietà che ci hanno portato in conferenza di servizio ad esprimere senza preconcetti un parere motivatamente negativo.
Pensando che le nostre preoccupazioni possano essere condivise da altri colleghi riteniamo opportuno che la Provincia si faccia carico di ulteriori momenti di confronto sia con gli Enti locali sia con le organizzazioni, le associazioni ed i comitati territoriali sullo studio effettuato richiedendo che le procedure di gara vengano attuate eventualmente solo dopo risposte precise alle problematiche sollevate.
Claudia Montagna sindaco di Cava Manara Giuseppe Villani sindaco di Pinarolo Po

MERCOLEDÌ, 18 GIUGNO 2008

Cava Manara, i dubbi sull'autostrada

Il sindaco Montagna prende le distanze dal progetto della Broni-Mortara

CAVA MANARA. Dubbi e anche tanti. Cava Manara prende le distanze dal progetto dell'autostrada Broni - Mortara. Parla di "patti non rispettati" e ora, dopo aver fotocopiato il materiale in possesso e averlo consegnato ai capigruppo, affida al prossimo consiglio comunale la discussione sul progetto. Lo studio tecnico-scientifico consegnato nei giorni scorsi alle amministrazioni locali dalla Provincia, le considerazioni sul lavoro svolto dalla segreteria tecnica relativo agli effetti ambientali e territoriali sul progetto preliminare sono in mano anche della minoranza. Il desiderio del sindaco, Claudia Montagna, è di arrivare ad un confronto in aula consiliare. Discussione che si terrà il 30 giugno. Il sindaco esprimerà dubbi e perplessità sul percorso fino ad ora fatto. «Molti dati da noi richiesti, in particolare relativi all'impatto ambientale, sono stati rimandati al progetto definitivo e quindi ad avvenuta gara per la ricerca del concessionario. Questo modo di operare è in contrasto con gli impegni che ci eravamo assunti - spiega il primo cittadino -. Insieme ad altri amministratori avevo proposto un percorso al termine del quale fosse possibile dare un giudizio sulla sostenibilità dell'opera». Secondo Montagna, e il suo parere è supportato anche dal segretario provinciale DS (nonché sindaco di Pinarolo Po), Giuseppe Villani, si è persa un'occasione di confronto con gli enti locali mentre il lavoro era ancora in corso. La quantità di materiale messo in mano agli amministratori rende loro difficile il compito di poter esprimere un giudizio in tempi rapidi. «Da una prima occhiata - prosegue Claudia Montagna - è facile comunque notare che non c'è stata la verifica della sostenibilità attraverso la Vas, al posto della quale c'è uno studio tecnico che rimanda al progetto definitivo». La mancanza di alcuni elementi fa dunque propendere Cava Manara (ed è quanto farà anche Pinarolo Po) ad esprimere un parere negativo sul progetto. «Credo che la posizione mia e del sindaco Villani sia condivisa anche da altri amministratori - conclude -. Forse è opportuno che la Provincia intervenga chiedendo altri momenti di confronto e soprattutto che si arrivi alla gara di affidamento lavori solo dopo aver risposto alle richieste dei sindaci».
Raffaella Costa




MARTEDÌ, 17 GIUGNO 2008

N.B. La proposta del sindaco di san martino "trattare direttamente con l'appaltatore" è una sparata, non ha nessuna possibilità

Autostrada, da S. Martino un altro no al tracciato

Il sindaco in consiglio ora gioca l'ultima carta «Tratterò con l'imprenditore che vincerà l'appalto»


SAN MARTINO SICCOMARIO. L'autostrada Broni-Mortara torna ad accendere gli animi in consiglio comunale. Ad innescare la miccia è stato un ordine del giorno presentato dai consiglieri di minoranza Pd. Abbiati ha chiesto alla minoranza di essere unita, ma l'opposizione ha fatto capire al primo cittadino di essere in ritardo e di avere ormai poche probabilità per riuscire a modificare il tracciato. San Martino Siccomario sarà, nella zona, il paese più toccato dal passaggio dell'autostrada. Abbiati intende aprire un dialogo con chi avrà l'incarico di realizzare il tracciato: l' imprenditore che vincerà l'appalto. «Solo lui potrà capire il vantaggio economico di una soluzione alternativa», spiega il sindaco. L'attuale proposta progettuale prevede il passaggio dell'autostrada, con un ponte di oltre 1000 metri della periferia sud del paese e la realizzazione di una tangenziale a vantaggio soprattutto di Cava Manara.
Il sindaco alla Conferenza dei servizi ha detto"no" a questa idea proponendo una alternativa degli stessi progettisti: far coincidere un tratto di autostrada con la tangenziale. Cava Manara si oppone a questa soluzione che, secondo il sindaco di San Martino, ha invece buone probabilità di essere accolta dall'imprenditore che metterà i soldi per realizzare l'infrastruttura.
«Un vero imprenditore - ha detto ieri in aula consiliare - non può non rendersi conto del vantaggio economico di fare una strada, al posto di due; di espropriare una zona, invece di due; di non fare un ponte». Tra l'altro, ha fatto notare Abbiati, la sua idea di non appesantire troppo il territorio trova conforto nelle parole degli esperti di Infrastrutture Lombarde che ha individuato una serie di criticità rispetto all'impatto dell'opera sul territorio. Le criticità si riferiscono ai trasporti, al rumore provocato, all'uso del suolo e riguarda componenti di carattere idrogeologico, il paesaggio, l' agricoltura, lo sviluppo territoriale.
«Lo studio - fa notare il Pd - mette in evidenza in particolare che il modello di sviluppo per San Martino Siccomario, già critico per politiche non coordinate di questa amministrazione, potrebbe risultare con «effetti negativi sulle rete ecologica».
L'interrogazione presentata dai consiglieri Cupella, Nai, Amodio e Maini intendeva conoscere «se il sindaco aveva ritenuto utile proporre modifiche al tracciato previsto, rispetto al passaggio dell'arteria di comunicazione all'interno del territorio comunale e sapere la motivazione per cui non ha ritenuto opportuno convocare l'apposita commissione consiliare istituita appositamente per discutere dell'evoluzione dell'iter burocratico dell'autostrada. Commissione che non è mai stata convocata».
Abbiati si è difeso dicendo che la commissione non si è riunita perché non c'era nulla che si potesse fare di concreto, chiedendo «una lotta comune per impedire la devastazione del territorio». Aggiungendo: «Tutti insieme abbiamo maggiore forza per un obiettivo che secondo me si può raggiungere». L'opposizione, però, non è convinta: «Il sindaco dimostra a parole di essere contro l'autostrada e poi nei fatti non fa niente - sottolinea -. Anzi, agisce per non opporsi proprio all'autostrada, smentendo se stesso. Sulle criticità dello sviluppo di San Martino, che noi del Pd abbiamo sempre denunciato, ora abbiamo anche il giudizio negativo di istituzioni sovracomunali imparziali. Tutto ciò certifica il fallimento delle politiche della giunta».
Lo studio tecnico-scientifico sugli effetti ambientali e territoriali della futura autostrada Broni-Pavia-Mortara su ampia scala è stato consegnato la settimana scorsa da "Infrastrutture Lombarde", la società per le grandi opere di regione Lombardia a una ventina di sindaci convocati dalla Provincia di Pavia.
Raffaella Costa


MARTEDÌ, 17 GIUGNO 2008

Autostrada, domande ancora senza risposta

Lettera aperta al presidente della Provincia.
Gentile dott. Poma,
dopo aver letto la Sua dichiarazione sulla Vas (valutazione ambientale strategica) per l'autostrada Broni-Mortara sulla Provincia Pavese del 15 giugno Le chiedo un attimo di attenzione.
Il tracciato autostradale passa probabilmente ad una distanza inferiore ai 100 metri dalla mia abitazione e accanto a una fabbrica che in passato ha avuto qualche «problemino ambientale» non ancora concluso.
Visto che la Vas presuppone la partecipazione dei cittadini coinvolti, Le chiedo gentilmente di essere convocata da Lei perché mi spieghi attraverso i suoi collaboratori esattamente cosa accadrà accanto a casa mia, alla qualità di vita mia e dei miei cari, al deprezzamento eventuale della mia abitazione, all'impatto ambientale che ci sarà, alla mia salute e le conseguenze che ci saranno sull'ambiente a me circostante.
Non mi dica di prendere visione dell'intera Vas perché non potrei capire i termini tecnici, vorrei dei termini pratici. D'altronde penso che ognuno di noi sia pagato per la singolarità del proprio lavoro ed io sono ignorante in materia di grafici, proiezioni e flussi.
Da quando ho saputo, per caso, non certo perché informata dagli organismi istituzionali, di questa autostrada, ho partecipato ad ogni dibattito in materia, ma alcune risposte le ho avute solo dalle associazioni, mai dai preposti all'opera. Ho solo una raccomandata firmata dal Direttore Generale di Infrastrutture Lombarde S.P.A. Antonio Giulio Rognoni in cui si dice che è a disposizione per ogni chiarimento, ma non saprei a chi telefonare ed ogni mia ricerca è stata vana.
Per questo mi rivolgo a Lei in qualità di cittadina coinvolta in questa opera per avere risposte precise. Io provengo da Broni e penso che Lei sicuramente sappia cosa sia accaduto nel mio paese per la Fibronit, a causa della quale ho perso più di un parente.
Credo che anche Lei non avrebbe sonni tranquilli per la sua famiglia se non potesse pensare ad un futuro sereno o perlomeno sicuro o non avesse risposte da dare ai suoi figli sulla bontà delle istituzioni che sinceramente godono di un momento di sfiducia ma che stanno programmando il loro futuro.
Marisa Morini San Martino Siccomario


MARTEDÌ, 17 GIUGNO 2008

L'Italia dei Valori si schiera con i comitati


«Vogliamo dare voce ai contrari all'autostrada e alla logistica»

PAVIA. L'Italia dei valori al fianco dei comitati per lavorare sul territorio. Con una lettera indirizzata ai sindaci di Bastida Pancarana, Bressana Bottarone, Cava Manara, Casatisma, Pinarolo Po e Rea Po l'Italia dei Valori esprime il suo "no" all'autostrada Broni-Mortara e al polo logistico di Bressana, ribadito in un incontro con associazioni e comitati. «Abbiamo organizzato questa giornata - ha spiegato Claudio Radori, coordinatore provinciale dell'IdV - perché capiamo che c'è uno sfruttamento del territorio, non perché ce n'è bisogno, ma perché c'è interesse a costruire certe opere. Anche se su alcune cose non siamo d'accordo con voi - ha detto rivolgendosi ai rappresentanti di Comitato agricoltori tutela del territorio, Coordinamento dei comitati, Italia nostra, associazione La rondine e Amici di Beppe Grillo - ci impegniamo a essere disponibili a dare una mano». Sulla Broni-Mortara e sul caso Bressana si sono espressi i componenti dell'Italia dei Valori. «L'aspirazione dell'Oltrepo non è la logistica - ha osservato Francesco Rubiconto, preside della scuola media Plana di Voghera - Se il problema è fare in modo che si velocizzi il collegamento Oltrepo-Pavia, a cosa serve la Broni-Mortara? Noi diciamo no a monte al di là dell'impatto sul territorio. Bisogna migliorare l'asse nord-sud, non est-ovest». «Abbiamo dimenticato la possibilità di usare al meglio le strade attraverso la riqualificazione - ha spiegato Vincenzo Laurenzano, consigliere comunale di Casorate Primo - Se allargassimo di un metro una strada o se facessimo manutenzione, riusciremmo a raggiungere l'obbiettivo con un risparmio. Il territorio non è una risorsa infinita». Sulla Broni-Mortara Vincenzo Vigna, chirurgo del San Matteo, ha ricordato i precedenti: «Questo progetto era stato bocciato dai tecnici della regione quando si erano presi in considerazione vari tracciati per il corridoio 5 Lisbona-Kiev». Intervento anche di Andrea Guazza, praticante avvocato: «Se la laBroni-Mortara costerà 2,50 euro quanti se la potranno permettere? Dobbiamo recuperare la nozione di pubblico interesse».
Marianna Bruschi


DOMENICA, 15 GIUGNO 2008

DRITTO & ROVESCIO

Broni-Mortara, è Vas

GIORGIO BOATTI


Si scrive VAS ma si legge «Valutazione ambientale strategica» ed è una delle tante, proficue norme che l'Europa ha immesso nel nostro ordinamenento. Infatti con la direttiva europea 42/2001/CE, la l.r. 12/2005, si è introdotto l'obbligo di accompagnare tutti i piani attinenti l'organizzazione del territorio, tra i quali il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, con la Valutazione Ambientale Strategica.
(segue
a pagina 13)

Proprio il sito della Amministrazione Provinciale di Pavia spiega che la «procedura di VAS consiste nell'elaborazione di un rapporto relativo all'impatto sull'ambiente (rapporto ambientale), conseguente all'attuazione del piano, da redigere anche mediante lo svolgimento di consultazioni e la messa a disposizione delle informazioni».
E giustamente si sottolinea sempre, da parte dell'Amministrazione Provinciale di Pavia, come il cuore della VAS sia «la partecipazione, il confronto tra l'Amministrazione e i soggetti che sul territorio rappresentano interessi diffusi.»
Il progetto di realizzazione dell'autostrada Broni-Pavia-Mortara, l'opera più ingente prevista nel corso del prossimo decennio sul territorio provinciale, costituisce ovviamente il banco di prova della VAS. Non a caso nella conferenza dei servizi del febbraio 2007 i sindaci dei Comuni coinvolti hanno deliberato un ordine del giorno che impegnava Infrastrutture Lombarde e la Regione Lombardia ad avviare una Valutazione Ambientale Strategica, una VAS appunto, dell'opera.
Adesso a poche settimane dall'assegnazione, che dovrebbe avvenire a luglio, della progettazione esecutiva dell'autostrada, è stato consegnato ai sindaci il ponderoso dossier che contiene lo «studio tecnico-scientifico sugli effetti ambientali e territoriali dell'autostrada Broni-Pavia-Mortara». Per chi non è un addetto ai lavori, difficile comprendere se questo documento rappresenti la VAS, prevista dalla normativa europea e di cui parla il sito provinciale, o invece ne costituisca una sorta di interpretazione secondo il rito ambrosiano officiato dalla Regione Lombardia, sotto forma di una Valutazione Ambientale Sintetica - chiamiamola VAS bis - introdotta dal Pirellone e alla quale fa riferimento Infrastrutture Lombarde nel presentare il suo vasto studio redatto da una pluralità di soggetti di peso e autorevoli esperti.
Uno studio che parrebbe dimostrare come «le criticicità siano superabili» e dunque si possa sollecitamente procedere. Da osservatori esterni, non si può che dire come ora, con questo dossier, la palla sia passata ai sindaci che, si presume, staranno girando e rigirando le centinaia di pagine del documento chiedendosi, si spera, come farne tesoro. Da un lato dovrebbero disporre, davanti alla mobilitazione di competenze e professionalità schierate da Infrastrutture Lombarde, di un contrappeso scientifico ed analitico adeguato per verificare, dal loro punto di vista, che tutto sia stato obiettivamente analizzato e valutato. Dall'altro, realisticamente, conosciamo le risorse di cui i Comuni, soprattutto i più piccoli, possono disporre.
Il confronto che sarebbe auspicabile orchestrare su questo dossier sugli effetti ambientali e territoriali della futura autostrada rischia dunque di essere un dialogo tra dei nani senza voce contrapposti a un gigante di stentoree capacità. Questa dissimmetria, e i tempi strettissimi a disposizione, rischiano perciò di vanificare quell'auspicio alla partecipazione - che costituisce il cuore della VAS, intesa come Valutazione Ambientale Strategica - che non si capisce se batte anche nel cuore della VAS bis. Ovvero della Valutazione Ambientale Sintetica.
Il timore è che la «sintesi» in questo caso si traduca - se non viene declinata anche in partecipazione effettiva - in un tagliar corto, nel tacitare suggerimenti, nello stoppare alternative che magari sarebbe proficuo per tutti soppesare. Compito dei sindaci coinvolti e soprattutto dell'Amministrazione Provinciale e del suo presidente è dimostrare a questo punto, con una mirata ed efficace opera di comunicazione verso i cittadini, che non è così. Le prossime settimane consentiranno di capire se questa, della partecipazione è la strada scelta. O se invece, pressati dalla fretta, ci si è incamminati su un altro viottolo.
Dimentichi del proverbio secondo cui «da soli si va veloci. In compagnia si va lontano».

DOMENICA, 15 GIUGNO 2008

Autostrada, smog e impatto sotto esame

Studio presentato ai sindaci. Un piano contro le costruzioni selvagge

A luglio sarà avviata la concessione Per gennaio 2009 è previsto lo sviluppo del progetto definitivo

DONATELLA ZORZETTO


PAVIA. Una diminuzione dei flussi di traffico verso Pavia e Milano, ma un aumento tendenziale dell'inquinamento; collegamenti più veloci, ma il rischio di proliferare di costruzioni e un impatto non gradevolissimo sul territorio. Lo studio presentato da Infrastrutture Lombarde e consegnato ai sindaci alla presenza della Provincia, mette la futura autostrada Broni-Pavia-Mortara sotto la lente di ingrandimento. Alla fine le consegna il pass per entrare sul territorio, ma ad alcune condizioni.
La gara di concessione si sta concludendo; l'aggiudicazione provvisoria è prevista per fine giugno, mentre l'avvio della concessione autostradale vedrà la luce nel luglio 2008. Lo sviluppo del progetto definitivo e dello studio di impatto ambientale saranno completi nel gennaio 2009, seguiranno la procedura nazionale di Via (Valutazione di impatto ambientale) e la conferenza dei servizi regionale per l'approvazione del progetto che si concluderà nella primavera 2010. La progettazione esecutiva sarà sviluppata in tre mesi: i lavori inizieranno nell'autunno 2010; il cantiere durerà 36 mesi e aprirà al traffico per l'autunno 2013.
Il quadro viabilistico. La Broni-Pavia-Mortara (con collegamento piemontese a Stroppiana), inserita nell'assetto sovraregionale delle reti autostradali, rappresenta un segmento dell'itinerario della Mantova-Nogara-mare Adriatico, che si collega con la A13 tra Bologna e Padova (A1-A4); della Cremona-Mantova di interconnessione con la A22 (a Mantova) e con la A21 (a Cremona); della A21 esistente da Cremona a Broni, e che da Broni A21 congiunge la A26, la A5 e la A4 a Santhià. Lo sviluppo complessivo della rete a livello regionale è di 713 km, di cui circa il 13% in provincia di Pavia. L'autostrada consentirà una connessione forte al Polo logistico di Mortara, oggi a 25 km da qualsiasi svincolo/casello.
Il traffico quotidiano. Si prevede che la percorreranno da Broni a Mortara 14mila veicoli leggeri e 4.800 mezzi pesanti al giorno (26mila veicoli equivalenti); nel tratto Broni-Stroppiana invece 17mila veicoli leggeri e 8.200 pesanti al giorno (37mila equivalenti).
Le opere connesse. Sono in programma come soluzione di potenziamento e variante agli abitati interessati. Per la variante di Bressana Bottarone (3,3 km) è previsto il potenziamento della sp 113 e la connessione alla statale 35; per la variante di Cava Manara (4,4 km) è in calendario una variante alla ss 35 a sud dell'intervento con connessione alla tangenziale di Pavia; per il collegamento alla tangenziale di Pavia (4,4 km) sarà realizzata una variante nel tratto del Comune di S. Martino; per la variante di Castello d'Agogna (2,7 km) si prevede la variante alla ss 494 e la riqualifica della stessa sino all'accesso al nuovo Polo logistico di Mortara.
Agricoltura. La Broni-Pavia-Mortara potrebbe creare in alcune zone ripercussioni negative, aree in cui lo studio individua oltre «all'effetto disgregante del tracciato stradale» anche quello di costruzioni selvagge lungo la viabilità diretta ai caselli. E' il caso di Mortara e Cergnago, con Castello d'Agogna e Ottobiano; di Tromello e in misura minore Garlasco, con l'interessamento marginale anche di Alagna; dell'asse che dal territorio del casello di Gropello attraversa Villanova, Carbonara al Ticino e San Martino. Infine potrebbero essere interessati Sommo, Zinasco e Santa Giuletta. Per eliminare gli effetti negativi si propongono, tra l'altro «la rinaturalizzazione delle sponde del Terdoppio, il recupero delle cave dismesse di Santa Giuletta e Pinarolo e soluzioni che prevedano un'opportuna salvaguardia dei querceti dei dossi di Cergnago e San Giorgio Lomellina». A ciò si aggiunge l'intervento della grande foresta di pianura di Travacò. Nella zona occidentale si prevede la manutenzione straordinaria e il potenziamento delle garzaie. Per evitare la cementificazione selvaggia sarà realizzato un apposito Piano d'area.
Il paesaggio. Il passaggio dell'autostrada colpirà aree sensibili, vicine al tracciato del Po, in località Cava Manara e Bressana. Desta preoccupazione anche la previsione del tracciato nelle vicinanze degli unici dossi della Lomellina caratteristici per l'identità paesaggistica del territorio (Cergnago). Infine c'è attenzione sul Comune di S. Martino e sul sistema delle aziende agricole e cascine esistenti (asse Tromello-Garlasco-Cava Manara). Per ridare respiro al paesaggio entra in scena la proposta di realizzare un "corridoio verde".
Rumore e smog. Per il primo non si prevede nè un miglioramento sulla rete locale, perchè le riduzioni del traffico non sono tali da ridurre i livelli di rumore prodotto, nè un peggioramento lungo l'autostrada, perchè si sviluppa in aree prive di recettori. Rispetto al capitolo smog, lo studio indica l'«aumento complessivo di molti inquinanti». Il problema riguarda i Comuni attraversati dalla Broni-Pavia-Mortara, ma anche le strade connesse agli svincoli di accesso.

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DOMENICA, 15 GIUGNO 2008

LEGAMBIENTE

«La Vas? Promessa non mantenuta»


PAVIA. La definiscono «una presa in giro». Perchè, spiega Legambiente Pavia, «a fronte di promesse solenni non mantenute, non vi è alcuna Vas sull'autostrada. A parlare sono il coordinatore provinciale Gianluigi Vecchi e Renato bertoglio, del gruppo di lavoro Territorio. Che spiegano: «I sindaci dei Comuni interessati dal tracciato del progetto di autostrada Broni-Pavia-Mortara hanno ricevuto copia dello studio tecnico-scientifico relativo agli effetti ambientali e territoriali dell'intervento su ampia scala. Ricordiamo che il 7 febbraio 2007, in occasione della Conferenza dei servizi indetta per l'approvazione del progetto preliminare della Broni-Pavia-Mortara, i Comuni e la Provincia hanno approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui, tra l'altro, si chiedeva che la predisposizione del progetto definitivo sia subordinata all'esito positivo della Valutazione ambientale strategica che stimi la sostenibilità dell'insieme dei progetti alla luce del carico ambientale già presente». «Nell'interpretazione di ILspa (Infrastrutture lombarde) e Provincia, lo studio effettuato rappresenterebbe la Vas - proseguono Vecchi e Bertoglio -. Ma questo studio, definito tecnico-scientifico, a nostro parere ha poco di scientifico: utilizza molto l'analisi swot, ma soprattutto non comprende le consultazioni del pubblico, delle realtà territoriali e la messa a disposizione delle informazioni. Ai Comuni quindi chiediamo: è questa la Vas chiesta con l'ordine giorno del 7 febbraio 2007?»
Legambiente conclude: «Ben conoscendo a quali prospettive di consumo del suolo e di stravolgimento della realtà territoriale pavese porterebbe l'autostrada, lo studio propone e rimanda la soluzione di determinati aspetti a un Piano d'area. Una proposta che non è nuova e che non aiuterà nemmeno alla valutazione dei Pgt». (d. z.)

Pagina 19-c - cronaca


DOMENICA, 15 GIUGNO 2008

LA PROVINCIA

«E' solo un pretesto per evitare l'opera»


PAVIA. Non ci sta a sentir parlare di Vas (Valutazione ambientale strategica) negata. Vittorio Poma, presidente dell'Amministrazione provinciale, apprezza lo studio di Infrastrutture Lombarde e replica seccamente a Legambiente Pavia, che invece della mancata Vas fa motivo di accesa critica al progetto. «Per quanto ci riguarda avevamo sin dall'inizio l'opportunità di accompagnare la fase che portava dalla Conferenza dei servizi all'avvio della concessione ad uno studio che potesse avere le caratteristiche della Valutazione ambientale - spiega Poma - Legambiente sa che la Vas si può fare solo su piani e programmi, mentre sui progetti si può operare solo la Via (Valutazione di impatto ambientale)». «Quindi la Provincia avrebbe anche potuto non accogliere la proposta di procedere con lo studio - prosegue Poma -. Invece abbiamo inteso dar seguito all'idea avanzata dal Comune di Pavia, ossia di ricercare un ulteriore elemento tecnico-scientifico che accompagni l'affidamento della concessione. E mi pare che il lavoro sia valido. Certo, vengono sottolineate alcune criticità che vanno risolte nella fase di definizione del progetto, e di questo ci faremo carico». Poma poi lancia un affondo: «Sono dell'avviso che Legambiente stia giocando con le parole perchè sa ciò che è stato chiesto e anche ciò che è stato dato. Se poi non è convinta delle risultanze tecniche sul merito del lavoro svolto, sono pronta ad ascoltare. Ma bisogna parlar chiaro: si vuole dimostrare che questa autostrada può essere realizzata ed è sostenibile, oppure si cerca il minimo pretesto per non farla? Io dichiaro la mia disponibilità solo nel primo caso. Perciò ritengo che sia giusto pretendere le misure che accompagnino questo studio, lavoro che un importante impatto sul territorio». (d. z.)


http://circolopasolini.splinder.com/post/17412481/Verso+la+Broni-Mortara+a+pieni

Verso la Broni-Mortara a pieni polmoni

di Irene Campari

E' la sintesi di quanto contenuto in un documento a corredo della Valutazione di Impatto Ambientale per l'autostrada Broni-Mortara pubblicata in questi giorni. Le vicende che hanno portato all'approvazione del progetto autostradale, il suo inquadramento in un programma di sviluppo legato alla logistica, gli interessi che gravitano intorno alle grandi infrastrutture interregionali e il loro elenco comprensivo delle società proponenti e concessionarie le potete trovare nell'inchiesta
"Denti di ferro". Il documento che proponiamo contiene le considerazioni sul lavoro svolto dalla Segreteria tecnica, costituita lo scorso anno. Non sapevamo i nomi di chi ne faceva parte, ora li ritroviamo come firmatari di questa relazione. Per Pavia ne fa parte l'architetto Collarini, collaboratrice dell'arch. Praderio, dirigente del settore urbanistica del Comune. C'è anche il dr. Malcevschi, incaricato dal Comune anche per la relazione Vas sul nuovo Piano di governo del territorio. Avevo ragione allora, quando nell'autunno scorso, durante un Consiglio comunale, dissi all'assessore Balzamo che sicuramente il dr. Malcevschi si sarebbe interessato anche della Broni-Mortara, lei mi rispose che "assolutamente, nego che il dr. Malcevschi abbia avuto incarichi per la Vas dell'autostrada Broni-Mortara". Accidenti, ora si viene a sapere che addirittura era già nella segreteria tecnica!! Assessore Balzamo, perchè racconta cose del genere ai Consiglieri? Ciò che l'assessore ha sostenuto in quella sede è registrato, e chiederò la registrazione. Perchè ha negato? L'assessore Sacchi non glielo aveva detto ai Verdi o all'assessore allo Sviluppo sostenibile della sua stessa Giunta? O forse le pareva brutto che apparisse che l'incaricato per la Vas del Pgt fosse la stessa persona della Segretaria tecnica incaricata di seguire l'iter della Vas per l'autostrada? Comunque chiariremo anche questo nelle sedi adeguate. E chiederemo all'assessore cosa ne pensi di questa Vas, visto che in quella seduta di Consiglio ha sostenuto che se non fosse stata a loro congeniale "Pavia avrebbe rivisto la propria posizione fino ad arrivare a dire No! al progetto". Chiederemo anche a cosa abbiano applaudito in sala Consiglio quando hanno saputo che Milano si era aggiudicata l'Expo2015: il tema è nutrire il pianeta; noi contribuiamo con le autostrade e con la distruzione di suoli agricoli.

La Vas è stata condotta dalla società Infrastrutture lombarde della Regione lombardia, il direttore è Carlo Rognoni. La Segreteria, in questo documento, intervista lo stesso Rognoni, il quale plaude a ogni risvolto del progetto autostradale: non ci sarà aumento di emissioni inquinanti, tanto il traffico quello che è rimane (sic!); l'autostrada creerà una rete di strade di diverse categorie che serviranno lo "sviluppo" e l'economia regionale. Questa rete la conosciamo, e sarà realizzata entro il 2015. Intanto ci si veste da pinguini, e così eleganti ci conviene farci un bel giretto dalle parti del sito della Broni-Mortara http://www.broni-mortara.com/, alias Sabrom spa, 85% del Gruppo Sina-Grassetto, lo stesso del Terzo Valico, della Torino-Piacenza, della Torino-Milano, della Tirrenica. La Segreteria tecnica valuta tutto bene.

DOMENICA, 08 GIUGNO 2008


Stiamo distruggendo la nostra agricoltura

Chi non percorre le strade lombarde, quelle della provincia di Pavia, non si rende conto di quanti campi non ci sono più, per far posto a strade, alcune anche necessarie, ma soprattutto a logistiche. Credo che molti non conoscano il significato di queste «logistiche». Sono queste grosse distese di prefabbricati destinati ad ospitare merci di ogni tipo per la distribuzione. Ne vediamo ovunque. Occupano distese sterminate. Sono piene di merci, spesso concorrenziali con quelle del nostro Paese. A chi giova? Non ai consumatori. Per fortuna si sta sempre più diffondendo, anche da noi, il discorso dell'acquisto dei generi alimentari dal produttore. I prezzi sono ormai quasi improponibili. Acquistare dai produttori, che si stanno ora organizzando per la vendita al pubblico, sta diventando una vera necessità. Sto parlando di merci fresche, di frutta, di carne, di verdure. Le logistiche piene di carta igienica, di indumenti e di detersivi o di merendine non rispondono alle esigenze di generi di prima necessità e sottraggono suolo agricolo.
Ci si dovrebbe rendere conto, e non si può dimenticare, che una delle poche ricchezze del nostro Paese, oltre al turismo, è l'agricoltura. I rapporti internazionali dicono che il costo del cibo continuerà a crescere, ed è già cresciuto molto negli ultimi. E noi con il cemento da record riduciamo la nostra unica risorsa naturale. Se continuiamo, dunque, a sottrarre terreno all'agricoltura con le autostrade (come la Broni-Stradella, che non si capisce quale interesse possa destare al di là di quelli delle logistiche - ancora nella carta l'interporto della frazione Bottarone di Bressana - la logistica di Mortara, già in atto), gli interporti (si parla anche di oltre un milione di metri quadri per il Bottarone, come ho letto su questo stesso giornale), il futuro del nostro territorio è a rischio.
Lettera firmata Pavia

Pagina 17 - cronaca

Infrastrutture Lombarde l'ha consegnato ai sindaci nell'incontro con la Provincia

Autostrada, ecco lo studio

Analizza gli effetti ambientali. Poma: «Criticità superabili»

PAVIA. Lo studio tecnico-scientifico sugli effetti ambientali e territoriali della futura autostrada Broni-Pavia-Mortara su ampia scala è stato consegnato l'altra sera da "Infrastrutture Lombarde" a una ventina di sindaci convocati dalla Provincia. L'obiettivo dell'incontro, presieduto da Vittorio Poma, a cui ha preso parte il presidente di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, con i suoi tecnici, era quello di presentare lo studio così come concordato nella Conferenza dei servizi prima di arrivare al progetto definitivo.
Il lavoro è durato sei mesi. Gli esperti incaricati da "Infrastrutture Lombarde" sono stati affiancati dalla segreteria tecnica-provinciale, la cui costituzione è stata richiesta dagli enti locali compiendo nel contempo alcune verifiche di ordine tecnico-scientifico. Ne fanno parte i settori Lavori pubblici, Ambiente, Territorio, Agricoltura, i due consorzi Est Sesia e Valle del Ticino, due esperti: uno in materia ambientale, Sergio Malcevschi, e un paesaggista, l'architetto Luigi Bariani. Infine ne fa parte anche l'architetto Simona Collarini, indicato dal Comune di Pavia in rappresentanza degli enti locali.
Insieme allo studio è stato consegnato anche un documento conclusivo del lavoro svolto dalla segreteria.
«Nelle conclusioni, lo studio di "Infrastrutture Lombarde" individua una serie di criticità che risulta mitigabile o compensabile in fase di progettazione definitiva - spiega Poma -. "Infrastrutture Lombarde" assicura, che anche alla luce delle conclusioni dello studio, saranno definite le misure da attuare per assicurare la compatibilità ambientale dell'opera».
Le criticità si riferiscono ad esempio ai trasporti (necessità di collegamento con la A26 piemontese), rumore, uso del suolo e componenti idrogeologiche, paesaggio e agricoltura, sviluppo territoriale. Lo studio sarà trasmesso al concessionario, quale documento di riferimento per lo sviluppo dello studio di impatto ambientale. Inoltre il lavoro presentato ai sindaci propone che lo sviluppo del territorio conseguente alla realizzazione dell'autostrada sia governato da un Piano d'area.
L'iter per l'autostrada prevede entro fine luglio la conclusione della gara per l'avvio della concessione autostradale; lo sviluppo del progetto definitivo e dello studio di impatto ambientale entro gennaio 2009; entro la primavera 2010 l'avvio della procedura nazionale di valutazione di impatto ambientale e la conferenza dei servizi regionale per l'approvazione del progetto. L'inizio lavori è previsto entro l'autunno del 2010; l'apertura dell'autostrada entro l'autunno 2013.